Recentemente Angelo Paderni ha aperto un gruppo Facebook denominato “Passirano, chi, cosa, quando” con l’obiettivo di far rivivere la memoria che è stata parte fondamentale nella crescita della comunità. La redazione di #ViviPassirano lo ha contattato per conoscere, e far conoscere meglio, questa splendida iniziativa che rappresenta un’ottima modalità di utilizzo dei #SocialNetwork.Come è nata l’idea? L’idea nasce con l’inizio della pandemia. Non sono pratico di facebook, e quindi ho sfornato sulla mia pagina personale tutto quel che mi riusciva di sapere su Passirano, per dare ai compaesani qualcosa di diverso dal Covid. Diverso dalle polemiche che ne seguivano, con piagnistei e frasi offensive a volte volgari. Quindi dall’inizio, cioè marzo, fino a gennaio di quest’anno raccontando la storia di Passirano illustrandola con cartoline o fotografie d’epoca.

Poi ho deciso di creare il gruppo per poter dare, non solo ai miei ‘amici’, tutto quel che avevo parzialmente già scritto sulla storia locale, corredando il tutto con immagini. Ora sulla mia pagina personale, giornalmente continuo ad inserire quel che più piace a me, l’arte figurativa. Ho creato un sito internet riempiendolo di opere d’arte legate al santo del giorno. Tutti i giorni un santo con l’opera d’arte che lo raffigura e tutte le opere, trovate su internet, che l’autore ha realizzato.Facebook, come tutti i social, nasce per dare voce a tutti. Ognuno si crea la sua pagina personale e ci mette tutto quello che vuole senza curarsi di come gli altri prendono quel che scrive. I social sono fondamentalmente lo specchio della realtà. Tutto è bello quel che mi piace, e lo metto in piazza pensando che alla piazza piaccia quel che io faccio, poi se non piace, pazienza. E qui è tutto normale, ma quando creo un gruppo a cui do un indirizzo ben specifico, immagino che in quel gruppo ci si mettano cose inerenti allo scopo del gruppo. Anche questo è tutto normale. Nella mia pagina personale quindi posso esprimere i miei pensieri, le mie sensazioni, i miei dolori e le mie preoccupazioni, tanto se non interessa a nessuno, pazienza. Ma se sul mio gruppo che ha una finalità ben precisa ci metto i miei pensieri, le mie sensazioni, dolori, preoccupazioni e tutto quello che voglio, il gruppo perde il suo scopo, quello di divulgare l’indirizzo specifico. Ecco, io ho creato questo gruppo con un indirizzo specifico, ed è solo quello. Se a qualcuno piace, sa che non deve andare oltre.

A Passirano, non so quanti gruppi ci sono, penso tanti, e in tutti ci si può mettere quel che si vuole, e va bene così anche perché non c’è un argomento specifico nelle finalità. ‘Passirano, chi, cosa e quando’ è diverso perché non ci si può mettere quel che si vuole, ma solo quello che l’indirizzo chiede.Perché la ‘memoria’ è così importante? Sono convinto che senza di essa non saremmo qui a crogiolarci con queste parole. Ogni parola ha un suo significato, e noi le usiamo istintivamente. È normale. Ma ogni parola ci riporta alla ‘memoria’. Non è il contenitore dove ci si attinge per uso quotidiano, ma la nostra identità. Se perdiamo la nostra ‘memoria’, perdiamo la nostra identità, e se non ci preoccupiamo di questo, presto non sapremo più chi siamo. Un amico ha paragonato la ‘memoria’ ad un ammalato di Alzheimer che non si riconosce più, che non sa più nemmeno cosa deve fare, e non sa più progettare la sua stessa vita. La sua identità è svanita. Quindi senza ‘memoria’ perdiamo la nostra autonomia e di conseguenza la nostra libertà. Avere ‘memoria’ del passato, per una comunità è la cosa più importante. Senza di essa, continueremo a sbagliare credendo di essere sempre nel giusto, come un ammalato di Alzheimer che all’inizio della malattia sbaglia con facilità la strada che deve percorrere, credendo sia quella giusta. Internet è un enorme contenitore di informazioni, basta cercarle senza accontentarsi mai.Grazie mille ad Angelo Paderni per la disponibilità e tanti complimenti per l’iniziativa.Ecco, di seguito, il link al gruppo: https://www.facebook.com/groups/445633926814909/

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